Non c'è necessità di distanziare tra loro le due misure protettive, in ogni caso è sempre opportuno, come regola generale, riferire all'operatore del centro in cui si effettua la vaccinazione se si è effettuato di recente un altro trattamento.
Una domanda di: Benedetta Salve. Ho fatto ieri il vaccino per la pertosse. Dopodomani dovrei fare l’iniezione di immunoprofilassi antiD. Può comportare dei problemi il fatto che siano così vicini?
Elisa Valmori
Salve signora, non mi risulta che ci sia necessità di distanziare il vaccino della pertosse dall’immunoprofilassi.
Sono entrambi indicati verso l’inizio del terzo trimestre, in modo da proteggere il nascituro mediante il passaggio di anticorpi anti pertosse con la prima e lei dalla possibilità di sviluppare anticorpi contro il fattore Rh del potenziale gruppo sanguigno positivo del nascituro con la seconda.
Il vaccino della pertosse sfrutta l’immunità attiva ossia induce il suo organismo a produrre un certo tipo di anticorpi (in particolare, dato che è impiegato il vaccino trivalente, si tratta di anticorpi contro la pertosse, il tetano e la difterite) mentre nel caso dell’immunoprofilassi si tratta di immunità passiva ossia le vengono iniettati direttamente degli anticorpi (ottenuti da donatori umani) contro il fattore Rh che potranno intercettare eventuali globuli rossi fetali circolanti ed evitare che lei si immunizzi per questo tipo di antigene.
Se vuole può chiedere conferma del mio parere anche ai colleghi del centro vaccinale…presumo le daranno anch’essi il nulla osta per procedere con l’imunoprofilassi.
Spero di averle risposto e di averla rassicurata, cordialmente.
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