Per essere immesso sul mercato un vaccino deve soddisfare precisi standard di efficacia e sicurezza, in assenza dei quali non viene autorizzato.
Una domanda di: Laura Gentile professore, io la seguo sempre perché la ritengo tra i non molti esperti che rispondono alle domande in modo chiaro e soprattutto non elusivo. Qualche giorno fa, durante una conferenza stampa ha affermato che forse si accorceranno i tempi della sperimentazione per il vaccino anti-coronavirus: vorrei chiedere quali sarebbero invece i tempi normali, se non fosse così urgente immetterlo sul mercato? Cioè quanto deve prolungarsi l’iter della sperimentazione di un vaccino, al di fuori di un’emergenza senza precedenti come questa?
Nel caso specifico, quali fasi si possono saltare? Ed è sicuro un vaccino che non ha seguito il percorso canonico?
Rinnovandole la mia stima, la ringrazio di cuore.
Alberto Villani
Il tempo di realizzazione di un vaccino, dall’ideazione alla disponibilità per la popolazione, è in media di circa 3 anni.
Nel caso del vaccino contro il SARS CoV 2 (così è stato chiamato il nuovo coronavirus), la straordinaria emergenza mondiale ha determinato l’impegno di numerosi e prestigiosi centri di ricerca che, in tempi straordinariamente rapidi, sono già in fase avanzata di costruzione del vaccino. Nessuna fase della produzione di un vaccino può essere saltata, ma è possibile contrarre i tempi di ogni singola fase e snellire la burocrazia.
Come sempre, quando il vaccino verrà reso disponibile per la popolazione, sarà fruibile con serenità e sicurezza.
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