In gravidanza, non è possibile quantificare il rischio di rottura delle membrane in caso di vaginite da enterococco.
Una domanda di: Valeria Salve, avevo già fatto questa domanda ma mi ha risposto che sono stata poco chiara nei dosaggi, attualmente sono alla 18esima settimana di gravidanza. Purtroppo da tampone vaginale è venuto fuori che ho l’enterococco 800.000cfu. La mia ginecologa mi ha fatto prendere augumentin (sensibile da antibiogramma ) due volte al giorno per 7giorni e contemporaneamente e solo la sera un ovulo macmiror 500mg+200.000 U.I per 6gg. Il risultato purtroppo è che L’infezione non è andata via: stessa carica batterica. Così la ginecologa ha iniziato a farmi fare una cura preventiva, prima 7 giorni con un ovulo al giorno di Meclon 1000 e Capsule Respecta per bocca e ora di seguito mi ha detto di fare per 7gg un ovulo di Difesan. Preciso che non ho nessun disturbo, tanto che ignoravo di poter avere un’infezione vaginale. Il collo dell’utero risulta che va bene. Ora mi chiedo secondo statistiche quanto rischio c’è di rottura delle membrane? La cura che sto facendo preventiva va bene? Ringrazio anticipatamente per la cortese risposta. Saluti.
Anna Maria Marconi
Gentile signora, purtroppo in letteratura non ci sono evidenze che il trattamento della vaginite batterica [una vaginite causata da batteri di varie specie tra cui l’enterococco] sia effettivamente efficace. Così come non è facile rispondere alla sua domanda sull’associazione tra vaginite da enterococco e rottura delle membrane perché in alcuni studi non è stata trovata, in altri sì, ma mai quantificata. Il trattamento che sta facendo preventivo è utile per ripristinare la flora vaginale normale, il che potrà certo aiutare nel mantenere l’ambiente sfavorevole per i batteri “cattivi”. In ogni caso, se l’antibiotico non ha funzionato e la vaginite è ancora presente forse potrebbe provare un trattamento con Clindamicina vaginale. Ma si consulti con la sua ginecologa in ogni caso. Con cordialità.
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