Una volta scoperto che la gravidanza è iniziata, non serve continuare a dosare le beta-hCG nel sangue di propria iniziativa.
Una domanda di: Alessandra Buon pomeriggio, sono alla mia terza gravidanza e non so come mai ho tante paure e fissata con le beta hcg. Le ho eseguite l’11/10 valore 67 e poi il 19/10 valore 404. Come vanno? Preciso che ho un ciclo irregolare per ovaio policistico. Grazie.
Bruno Mozzanega
Cara signora, riconosce lei stessa di essersi fissata sul dosaggio delle beta-hCG, quindi sa perfettamente che non ha senso continuare a dosarle di propria iniziativa. Una volta scoperto che la gravidanza è iniziata – e per questo è sufficiente effettuare il test sulle urine – basta così. Lasci dunque perdere. Se ha idea della data del concepimento, 4-5 settimane dopo può effettuare l’ecografia trans-vaginale e saprà se e come stia procedendo la gravidanza. In genere l’ecografia si può fare dalla sesta-settima settimana calcolata in base al calendario ostetrico che prende in considerazione la data di inizio dell’ultima mestruazione. Niente paura, comunque.
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Con un valore delle beta superiore a 1000, se tutto va bene l'ecografo deve visualizzare l'embrione. Se non succede significa che la gravidanza non procederà. »
Se dopo un'interruzione volontaria della gravidanza il test è positivo, è opportuno effettuare dosaggi consecutivi delle beta-hCG per vedere l'andamento dei valori. »
Nelle prime settimane di gravidanza il valore delle beta-hCG, se tutto va bene, aumenta. Se rimane stabile si deve pensare a un'interruzione spontanea della gestazione. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
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Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »