Vitamina C per il ph vaginale
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 04/11/2021
Aggiornato il 01/04/2026 Prima di assumere un qualsiasi preparato curativo è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo.
Una domanda di: Anna
La mia ginecologa mi consigliò di usare Norfem C regolarmente per mantenere
stabile il ph-vaginale.
Queste non sono più in commercio, ma ho trovato “Vagi-C”. I componenti sono
gli stessi.
Esiste un prodotto come Norfem C in Italia senza che debba rivolgermi all’estero?

Elisa Valmori
Salve cara signora, le confermo che il Norfem C e il Vagi-C sono in effetti costituiti dallo stesso principio attivo, ossia la vitamina C o acido ascorbico.
Questa vitamina ha effetto anti-ossidante ossia ci protegge dagli effetti negativi che l’infiammazione causa alle nostre cellule.
Non solo: la vitamina C agisce anche come immunostimolante e inoltre contribuisce alla formazione del collagene per la normale funzione di ossa, cartilagini, vasi sanguigni e pelle.
Sul foglio illustrativo di Norfem C troviamo queste indicazioni: “ripristina e mantiene il fisiologico pH vaginale, favorisce la crescita della naturale flora lattobacillare e previene dai danni tissutali derivanti dalle infezioni vaginali. In tal modo previene l’instaurarsi di condizioni favorevoli allo sviluppo della vaginosi batterica, anche in corso di gravidanza”
Sembrerebbe davvero un ottimo prodotto e può darsi che fosse davvero indicato nel suo caso qualora lei sia stata affetta da infezioni vaginali ricorrenti.
Dato che nella sua lettera mi scrive utilizzando il passato remoto, mi immagino che dalla sua ultima visita ginecologica sia trascorso un po’ di tempo e mi sorge il dubbio che il prodotto indicatole tempo fa sia davvero indispensabile oggi per mantenerla in salute.
Credo importante ribadire l’utilità di una dieta ricca di frutta e verdura di stagione (tra poco potremo fare scorta di vitamina C con gli agrumi!), aiutandosi a tenere l’intestino regolare con un’adeguata idratazione (acqua o tisane, evitando le bibite già zuccherate se possibile) e non dimenticando di introdurre con la dieta i fermenti lattici (si trovano nello yoghurt ma anche nel kefir) che abitano sia il nostro intestino che la vagina e ci proteggono dalle infezioni.
A mio avviso, quindi, se fosse trascorso un anno dalla precedente, potrebbe essere importante ripetere la visita ginecologica anche per fare il punto su come eventualmente proseguire nel trattamento migliore per lei.
Se poi la sua Curante ravvedesse la necessità di proseguire proprio con Norfem C, bisognerà interpellare la farmacista di fiducia per identificare il farmaco analogo da noi in commercio.
Spero di esserle stata di aiuto, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
30/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In effetti, esistono medicine che possono ridurre la dimensione di un fibroma: la scelta della più appropriata al caso spetta al ginecologo curante. »
01/12/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta Una volta esclusa la presenza di infezioni, è verosimile che i fastidi avvertiti a livello della vagina possano essere in relazione con la fibromialgia. Spetta comunque allo specialista curante stabilire se è proprio così. »
04/11/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla La menopausa segna la fine irreversibile dell'attività ovarica, quindi un eventuale sanguinamento non è di sicuro una mestruazione e, quindi, va indagato. »
22/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Per accertare la gravidanza è sufficiente il test sulle urine, mentre il dosaggio delle beta-hCG nel sangue andrebbe fatto soltanto in casi selezionati, a giudizio del ginecologo curante. Diversamente c'è il rischio di spaventarsi quando magari invece non ce ne sarebbe ragione. »
19/09/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Si può escludere la relazione tra sanguinamento e controllo ginecologico: il fatto che le perdite inizino dopo la visita è pura coincidenza. »
Le domande della settimana
06/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente. »
05/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Castagna Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati. »
04/05/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto. »
28/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Fai la tua domanda agli specialisti