Ci sono casi in cui il medico curante ritiene opportuno prescrivere un integratore in quantità maggiori rispetto a quelle raccomandate, probabilmente allo scopo di porre rimedio rapidamente a una carenza.
Una domanda di: Carmen Salve, sto per termine il primo trimestre di gravidanza, sono a 12+3 e ho
un’insufficienza di vitamina D (il valore è 16).
La ginecologa mi ha prescritto il Di Base 25000 unità, ogni 2 settimane e
dopo 4 dosaggi fare l’esame per valutare il dosaggio nel sangue.
Leggevo il foglietto illustrativo e la quantità è veramente troppa da
assumere in un giorno e che potrebbe dare gravi danni al feto! Ma la
ginecologa è sicura o si è sbagliata?
Antonio Clavenna
Gentile Carmen,
alcuni studi indicano che dosi giornaliere di vitamina D fino a 4.000 U.I. non sono associate a un aumento dei rischi per il feto. Nel suo caso la singola dose è superiore a questa soglia, ma la dose media giornaliera è inferiore, considerando che l’assunzione avviene una volta ogni due settimane. Inoltre, occorre considerare che la supplementazione di vitamina D va a compensare una carenza e a cercare di riportare i livelli plasmatici a quelli considerati normali.
E’ verosimile che la ginecologa ritenga opportuno lo schema di somministrazione proposto (dose alta, ogni 2 settimane) per ridurre in breve tempo la carenza della vitamina. In caso di dubbi o di timori, può valutare con lei la possibilità di uno schema che preveda una dosi inferiore a cadenza più ravvicinata. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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