Vitamina D: una sua carenza può influenzare la fertilità?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 17/11/2025 Aggiornato il 24/02/2026

La vitamina D non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) sia sulla fertilità maschile e femminile.

Una domanda di: Antonella
Ho recentemente effettuato gli esami preconcezionali dai quali è emersa una carenza di vitamina D (valore 18.4). La ginecologa mi ha prescritto colecalciferolo 25.000 UI una volta alla settimana fino a marzo. A fine agosto ho avuto un aborto spontaneo e stiamo già cercando una nuova gravidanza. Secondo Lei, questa dose è adeguata o potrebbe essere troppo elevata?



Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora,
da ottobre a primavera inoltrata è molto facile essere carenti di vitamina D perché ci esponiamo molto meno al sole rispetto all'estate. La cosa interessante da sapere a mio avviso sulla vitamina D, è che non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) che sulla fertilità maschile e femminile. Per quanto riguarda la fertilità femminile, la vitamina D può influenzare positivamente la produzione di ormoni sessuali (estrogeni e progesterone), la qualità degli ovociti e il tasso di successo della fecondazione. Le donne con livelli sufficienti di vitamina D tendono ad avere cicli più regolari e un rischio ridotto di disturbi come la sindrome dell’ovaio policistico. Rispetto alla fertilità maschile, la vitamina D ha effetti sulla qualità degli spermatozoi, in particolare per quanto riguarda la loro motilità. Credo che 25.000 unità alla settimana siano un dosaggio adeguato e non eccessivo. Eventualmente, dovesse effettuare degli esami del sangue nel corso dei prossimi mesi (penso ad esempio alla primavera 2026), si potrebbe inserire anche il dosaggio della vitamina D in modo da verificarne i livelli ed eventualmente aggiustare la terapia di conseguenza.
Mi permetto di segnalare che esistono anche le fiale da 50.000 unità e da 100.000 unità, pertanto la somministrazione invece che settimanale potrebbe essere quindicinale o addirittura mensile. Infine, immagino che le abbiano consigliato di mettere il contenuto delle fiale sul pane, dato che il sapore non è dei migliori. Spero di averle risposto, rimango a disposizione se desidera, cordialmente.

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