Una domanda di: Giusy
Salve gentilissima dottoressa, ci siamo scritte un paio di volte rispetto alle mie preoccupazioni per l’assunzione dello zoloft in gravidanza con la promessa di aggiornarci ancora.
L’ultima volta che ci siamo scritte ero a 26 settimane di gestazione; oggi le scrivo con la mia bimba tra le braccia nata il 14.05 da parto eutocico andato molto bene.
Nell’ultimo mese di gravidanza sono riuscita a scalare il dosaggio di Zoloft da 100 a 75 mg. Lo assumo tuttora e sto allattando esclusivamente al seno.
Tuttavia ad oggi sento spesso il bisogno di piangere (come se fosse qualcosa di chimico-ormonale) senza un’effettiva tristezza. Sicuramente le poche ore di sonno incideranno sul mio umore così come questo grande cambiamento da abitare con calma. Mi piacere leggerla a riguardo perché i suoi spunti in gravidanza sono stati per me preziosissimi e credo lo saranno anche in questa nuova fase. La abbraccio e la ringrazio.

Elisa Valmori
Salve signora e congratulazioni per la nascita della sua bimba! E che soddisfazione che il parto sia andato bene: anche quella è una bella conquista! Immagino la fatica di questo primo mese di allattamento con le notti poco riposate (è un eufemismo naturalmente!) e le perdite di sangue ancora in corso (durano circa 40 giorni e non è il massimo nemmeno quello). Posso dirle che in realtà non sarebbe stato necessario scalare Zoloft in vista del parto, ma comunque valorizziamo il fatto che è stato mantenuto in terapia e non sospeso come purtroppo alcuni colleghi sono tentati di fare. In allattamento questo farmaco è veramente prezioso perché ha un passaggio trascurabile nel latte materno. Tenga presente che i farmaci sono solitamente compatibili in allattamento se la dose che riceve il lattante non supera il 10% del dosaggio materno. Ebbene, per Zoloft questa dose del lattante è addirittura pari allo 0,2% della dose materna! Stiamo parlando veramente di una traccia minima che non comporta effetti collaterali di nessun tipo. Rispetto al sonno, è importante secondo me approfittare dei riposini durante il giorno della sua bimba per recuperare le forze anche lei: all'inizio è facile che i bimbi siano attivi di giorno esattamente come di notte (ma loro dormono ogni mezz'ora, non come noi!), dopo il primo mese di vita un po' di ritmo iniziano a prenderlo. È facile avere quel bisogno di pianto che lei descrive, oppure essere preoccupati di poter fare del male alla bimba...non abbia paura di esprimere le sue paure con chi le sta vicino! E se riesce a stare in compagnia, è una ottima cosa per aiutarsi a vivere con gioia questo periodo così intenso sia emotivamente che fisicamente. Ad esempio, se vicino a casa c'è un consultorio, provi ad informarsi per sapere se organizzano dei corsi di massaggio del bambino o di ginnastica del pavimento pelvico per le mamme che hanno partorito...vedrà che fare squadra con altre mamme guidate da delle ostetriche sarà davvero un bellissimo regalo per entrambe. Spero di averle risposto, mi permetto di segnalarle un libro bello con a tema l'allattamento e lo svezzamento...vedrà che simpatico che è l'autore! Si intitola "Il mio bambino non mi mangia" ed è scritto dal pediatra spagnolo Carlos Gonzales. Se avesse altre domande o dubbi, volentieri io ci sono! Cordialmente.
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