Vorrei che iniziasse a parlare …

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/06/2018 Aggiornato il 31/03/2026

Ogni bambino inizia a parlare secondo i suoi personalissimi tempi. Quello che conta è a partire dall'anno di vita dimostri chiaramente di capire quello che gli viene detto.

Una domanda di: Desiree
Mia figlia ha quasi 19 mesi ma vorrei che iniziasse a parlare. Qualche volta dice mamma e pappa o papà e fa finta di parlare al telefono, devo preoccuparmi?

Angela Raimo
Angela Raimo

Gentile signora,
a 19 mesi non è importante che un bambino parli nell’accezione comune del termine, in quanto per una certa padronanza del linguaggio si possono attendere i 30 mesi. Intorno ai due anni di età, quindi per quanto riguarda sua figlia tra 5 mesi, un bambino deve utilizzare circa 50 parole, relative al suo quotidiano: mamma, papà, acqua, papa, palla, libro e così via. Eccezionalmente può anche essere capace di comporre frasi intere, usando i verbi nei modi e tempi corretti. A 19 mesi dovrebbe avere un vocabolario di circa 10 – 20 parole, saper fare ciao con la mano e ripetere il verso degli animali, a richiesta (Come fa il cane? Bau!). Quello che conta più di tutto è, però, che sia in grado di rispondere correttamente a precise richieste, come per esempio: portami il tuo orsacchiotto! O a rispondere anche solo con i gesti a domande come: dov’è la bambola? Deve inoltre dimostrare di comprendere il significato delle parole che si ripetono più spesso: pannolino, bicchiere, pane e così via. Il fatto che finga di parlare da sola al telefono è un ottimo segnale, che in genere compare più avanti, a due anni e più. Per finire, deve capire i “no!” e smettere di fare quello che sta facendo quando viene pronunciato al suo indirizzo con tono deciso. Francamente, non comprendo perché lei mi domandi se si deve preoccupare o no: forse ha ravvisato nella sua bambina segnali che possono suggerire che c’è qualcosa che non va? In questo caso le consiglio senza dubbio di confrontarsi con il suo pediatra che, a differenza di me, ha modo di valutare la bambina “dal vivo”. Tenga presente che se i suoi dubbi nascono dal confronto con coetanei di sua figlia che già parlano bene, può tranquillamente tacitarli in quanto ogni bambino ha i suoi tempi di apprendimento e i paragoni sono sempre controproducenti, visto che è possibile imbattersi in bambini particolarmente precoci che comunque non rappresentano la norma e con i quali, quindi, non è opportuno fare raffronti. Per favorire lo sviluppo del linguaggio, è utile leggere fiabe, proporre filastrocche e canzoncine, parlare molto al bambino, sottolineando le azioni che si compiono (ecco, vedi? la mamma cucina) e gli oggetti che si utilizzano (adesso la mamma prende i piatti). In generale, non abbia fretta né ansia, vedrà che quando sarà il “giusto momento” – e ogni bambino ha il suo – la sua piccina parlerà. Con cordialità.

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