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Quando si scopre di essere incinta possono sorgere dei dubbi che riguardano questioni apparentemente banali come, per esempio, viaggiare.
Soprattutto superato il primo trimestre – generalmente il più delicato – è possibile concedersi piacevoli vacanze oppure muoversi per lavoro, che sia in treno, in auto e perfino in aereo.
Attenzione, però: non tutti i viaggi sono uguali e non tutte le gravidanze procedono allo stesso modo. Per viaggiare in tranquillità e in sicurezza bisogna sempre chiedere il parere del ginecologo e avere un comportamento responsabile.
Portare con sé la cartella clinica della gravidanza e i contatti dei medici, per esempio, è consigliato. Vi sono, inoltre, delle particolari condizioni in cui viaggiare – specialmente su tratte lunghe e verso specifiche mete – è controindicato.
Quali viaggi fare e in che trimestre
Viaggiare in gravidanza è possibile, quindi le future mamme che devono spostarsi per eventuali trasferte lavorative o che stanno organizzando una vacanza possono mantenere fede ai loro piani.
Questo principio vale bene o male per l’intera gravidanza, anche se ci sono delle cose da tenere a mente per assicurarsi un viaggio che sia sereno e sicuro, per la mamma e per il bambino in arrivo.
A fare la differenza è prima di tutto il trimestre in cui ci si trova. Il momento migliore per viaggiare in gravidanza è il secondo trimestre, frangente in cui di solito la donna incinta ha ormai superato nausea e stanchezza in favore di uno stato di benessere caratterizzato da maggiori energie. Lunghi viaggi e spostamenti faticosi durante il primo trimestre andrebbero evitati per scongiurare il rischio di aborto spontaneo. Per il terzo trimestre – quindi in prossimità del parto – sono consigliate mete tranquille e con un ospedale nelle vicinanze.
Ecco un riepilogo, con indicazioni relative a ogni trimestre:
Primo trimestre (settimane 1-13)
Durante il primo trimestre la futura mamma può riscontrare stanchezza, sonnolenza e nausea, tutti sintomi che rendono difficile viaggiare.
Si consiglia di prediligere destinazioni vicine e tratte brevi. Vanno evitati i mezzi a due ruote (come i motocicli) e anche i viaggi in auto troppo lunghi. Essendo un periodo particolarmente delicato e potenzialmente rischioso, è d’obbligo consultare il ginecologo prima di partire.
Secondo trimestre (settimane 14-27)
Il secondo trimestre è il momento della gravidanza più sicuro per viaggiare.
È possibile concedersi viaggi più lunghi e, quando e se la futura mamma se la sente, dedicarsi ad attività non troppo impegnative come escursioni, passeggiate e nuotate se ci si trova in una località di mare.
Terzo trimestre (settimane 28-40)
Con l’arrivo del terzo trimestre la data del parto si avvicina e il pancione è ormai grande e limitante anche per i movimenti più semplici.
Le vacanze non sono bandite ma sono da preferire i soggiorni rilassanti, meglio se in luoghi non troppo distanti da casa e dall’ospedale in cui si ha intenzione di partorire.
Settimana bianca
Chi ha l’abitudine di andare in vacanza sulla neve difficilmente vorrà rinunciarci. La settimana bianca in gravidanza è tutto sommato fattibile purché si evitino sci, bob, slittino e tutti gli sport a rischio caduta.
Le future mamme possono passeggiare, rigorosamente lungo sentieri pianeggianti e battuti, e dedicarsi ad attività rilassanti nella struttura che le ospita (per esempio, piscine, centri benessere ecc.).
Quando ci si trova ad alta quota è importante proteggersi dal freddo ed evitare gli sbalzi di temperatura.
Ci sono, poi, delle controindicazioni. Se si soffre di ipertensione, malattie polmonari o renali e anemie importanti andare in montagna non è consigliato. Se ci si trova nel primo o nel terzo trimestre è d’obbligo consultarsi con il ginecologo di fiducia e valutare la situazione prima di partire.
Viaggi in auto
Viaggiare in auto è sicuro, purché si indossi sempre la cintura prestando attenzione a posizionare la fascia inferiore sotto la pancia e la fascia superiore sopra il seno. Sono necessarie soste frequenti (in media ogni 1-2 ore) per sgranchire le gambe ed evitare in questo modo il ristagno di liquidi.
Quando il pancione è ormai cresciuto, per stare più comoda la donna incinta può aiutarsi con un piccolo cuscino da posizionare dietro la schiena per avere maggiore sostegno e regolare bene il sedile a seconda delle proprie esigenze.
Portare con sé acqua e snack leggeri torna utile se i viaggi sono abbastanza lunghi e specialmente nelle prime settimane, quando si può soffrire di nausea. Meglio evitare i viaggi in auto da sole e far guidare qualcun altro o, perlomeno, condividere la guida con una seconda persona.
Viaggi in treno
Viaggiare in treno risulta più comodo di viaggiare in auto o in autobus, in particolar modo per le lunghe distanze.
In treno c’è la possibilità di muoversi camminando nel corridoio del vagone e i sedili sono confortevoli perché di solito prevedono abbastanza spazio per stendere le gambe.
Il treno, inoltre, è più stabile dell’auto: i passeggeri subiscono meno curve e scossoni, elemento favorevole per le donne in gravidanza. Si consiglia di prenotare un posto strategico, optando per quelli esterni così da potersi alzare quando se ne avverte il bisogno e poter raggiungere agevolmente il bagno.
Voli nazionali e internazionali: fino a che mese in aereo?
In assenza di criticità specifiche si può volare in gravidanza fino all’ottavo mese: entro la 36a settimana per le gravidanze singole ed entro la 32a per le gravidanze gemellari. Superati questi limiti, molte compagnie non permettono più l’imbarco delle donne incinte.
La maggior parte delle compagnie aeree richiede, inoltre, un certificato medico di idoneità al volo (chiamato Fit to Fly) a partire dalla 28a settimana di gestazione, con data non anteriore ai 7-10 giorni prima della partenza.
È bene sapere che le compagnie aeree si attengono a politiche specifiche per quanto riguarda la gravidanza. Non tutte seguono le stesse normative e queste variano anche piuttosto di frequente. Prima di prenotare, quindi, si consiglia di informarsi e di consultare il sito della compagnia aerea di interesse.
Vi sono diversi fattori di rischio che le future mamme dovrebbero valutare. Le donne in gravidanza sono predisposte all’insorgenza di complicazioni circolatorie come trombosi e vene varicose.
La pressione atmosferica, drasticamente ridotta in aereo, potrebbe agevolare questo tipo di problemi. Si consiglia, quindi, di alzarsi spesso e di indossare delle calze a compressione graduata. Fare esercizi di stretching (anche da sedute) per la mobilità di piedi, caviglie e gambe è di grande aiuto per favorire il ritorno venoso. Si raccomanda anche di bere spesso per fare fronte all’aria molto secca presente in cabina ed evitare di affaticare la respirazione.
Come per il treno sono da preferire i sedili lato corridoio, che dispongono di maggiore spazio per allungare le gambe e permettono di allontanarsi più facilmente. La cintura di sicurezza va indossata sempre, ma sopra le cosce.
Qualora si abbia in programma di affrontare un viaggio aereo lungo (di durata superiore alle 4-5 ore), è meglio sottoporsi a un controllo ginecologico preventivo a prescindere dal trimestre in cui ci si trova anche se si è in buone condizioni di salute.
In breve
Il momento migliore per viaggiare in gravidanza è il secondo trimestre. Si possono usare tutti i mezzi di trasporto, purché si consulti preventivamente il ginecologo. Viaggiare in aereo è possibile fino all’ottavo mese.
