La pillola estroprogestinica che si assume a scopo contraccettivo, dopo i 51 anni di età non serve più, in quanto le probabilità di iniziare una gravidanza sono nulle.
Una domanda di: Simona Ho 53 anni e assumo la pillola Kipling da tre anni, da qualche mese (9) ho problemi intestinali frequenti ovvero feci lente ed episodi di diarrea, (probabile colon irritabile perché gli esami sono tutti negativi) in concomitanza però sono comparse piccole perdite ematiche durante il periodo di assunzione della pillola a volte rosa a volte marroni ho fatto la visita ginecologica otto mesi fa con relativa ecografia transvaginale ed era tutto normale (faccio le visite ginecologiche ad intervalli di massimo un anno e mezzo) ma sono molto ansiosa: mi devo preoccupare?
Francesco De Seta
Buongiorno Simona,
l’assunzione della pillola estroprogestinica, e cioè con la combinazione di due ormoni, il progesterone e l’estrogeno, a scopo contraccettivo si estende in generale fino circa a 51anni. Oltre tale limite di età la probabilità concezionale spontanea si azzera e pertanto diventa importante valutare se vi siano altre ragioni (per esmepio, mestruazioni dolorose e abbondanti) ed in tal caso scegliere delle combinazioni ormonali e dei farmaci che impattino meno sul rischio trombotico legato ad alcune formulazioni della pillola contraccettiva. Nel suo caso sarebbe da decidere col suo curante se sospendere tale pillola e vedere cosa succede al suo ciclo, infatti fino a quando la assumerà non riuscirà neanche a capire se è o meno in menopausa. Il mio consiglio è dunque quello di parlare con il suo ginecologo per valutare l’opportunità di sospendere l’impiego della pillola che sta usando ora, visto che il suo effetto contraccettivo è per lei ormai del tutto inutile. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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